Carroponte: obblighi e formazione
Redazione Sikuro

Il carroponte è una delle attrezzature più utilizzate all'interno di stabilimenti e magazzini: solleva e sposta carichi pesanti, anche di diverse tonnellate, in spazi che altrimenti sarebbero difficili da gestire. Proprio per questo, dal 2025 la formazione carroponte è obbligatoria per chi lo manovra.
Formazione carroponte: corso, durata e validità
Come si utilizza in sicurezza
Verifiche periodiche di sollevamento
Riferimenti normativi
Definizione e composizione del carroponte
Formazione carroponte: corso, durata e validità
La formazione carroponte è il percorso che l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha reso obbligatorio per chi manovra questa attrezzatura.
Nel linguaggio comune questo attestato viene spesso chiamato "patentino carroponte": è un termine efficace per farsi capire, ma va usato con una precisazione. La normativa non parla mai di patentino, né prevede l'emissione di un documento con questo nome - si tratta, tecnicamente, di un attestato di abilitazione.
Il corso si articola in due moduli:
Modulo teorico-tecnico, della durata di 4 ore
Modulo pratico, con durata variabile in base al tipo di comando del carroponte: 6 ore per i carriponte con comando in cabina, 6 ore per quelli con comando pensile o radiocomando, 7 ore per chi deve essere abilitato a entrambe le modalità
Al termine del modulo teorico è prevista una verifica intermedia con un test a risposta multipla: per accedere alla parte pratica serve almeno il 70% di risposte corrette. Il modulo pratico si chiude a sua volta con una prova finale, che consiste in almeno quattro esercitazioni tra quelle previste dal programma del corso.
L'abilitazione ha una validità di 5 anni. Per rinnovarla è obbligatorio frequentare un corso di aggiornamento, della durata minima di 4 ore.
Accordo Stato-Regioni 17/04/2025, parte II, punto 8.3.11.
Come si utilizza in sicurezza
Per capire come funziona il carroponte, immagina una struttura a "ponte" che attraversa il capannone da un lato all'altro, con un carico appeso che può spostarsi in tre direzioni diverse - su e giù, avanti e indietro, e lungo tutto il capannone. Nello specifico:
Su e giù (movimento verticale) - il carico viene sollevato o abbassato tramite il paranco o l'argano, cioè il "verricello" che tiene il gancio
Avanti e indietro (movimento orizzontale) - il carico si sposta lateralmente perché il carrello a cui è appeso scorre lungo la trave del ponte, un po' come un anello che scorre su un'asta
Lungo tutto il capannone (scorrimento longitudinale) - è l'intero ponte, con trave e carrello, a muoversi avanti e indietro sui binari fissati alle pareti o alle strutture del capannone
Combinando questi tre movimenti, il carroponte può portare un carico praticamente in ogni punto dello spazio coperto dai binari.
Prima di ogni utilizzo, chi manovra il carroponte deve:
verificare il funzionamento di freno, comandi, avvisatore acustico-luminoso e dispositivi di fine corsa
segnalare subito al preposto qualsiasi anomalia riscontrata
controllare che non ci siano persone lungo le vie di corsa, soprattutto in caso di manutenzione
È altrettanto importante conoscere la portata massima dell'attrezzatura, le procedure corrette per imbragare i carichi, come movimentare in sicurezza i carichi sospesi e quali segnali gestuali e verbali usare durante le manovre.
Una regola vale sempre, a fine turno o a fine attività: nessun carico deve restare sospeso. Gli accessori di sollevamento vanno lasciati ad almeno 2,5 metri dal piano di camminamento, in zone sicure, lontane da passaggi pedonali, aree di transito mezzi o altri macchinari in movimento.
Verifiche periodiche di sollevamento
Oltre alla formazione degli operatori, il carroponte è soggetto a un obbligo distinto: quello della verifica periodica. Riguarda tutti gli apparecchi di sollevamento non azionati a mano e con portata superiore a 200 kg, categoria in cui rientra qualsiasi carroponte.
Le verifiche da rispettare sono:
una prima verifica dopo l'installazione, prima della messa in esercizio
un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo stabilimento
controlli periodici sui componenti soggetti a usura (per esempio funi e catene), con una frequenza indicata dal fabbricante o dalle norme di buona tecnica
verifiche periodiche per valutare lo stato di conservazione e l'efficienza dell'attrezzatura
La prima verifica periodica è di competenza dell'INAIL, salvo mancata risposta entro 45 giorni dall'invio della richiesta sul portale dedicato.
Va sottolineato che si tratta di un obbligo cogente, non di una linea guida facoltativa: il mancato adempimento comporta sanzioni amministrative pecuniarie.
D.lgs. 81/2008, art. 71, comma 11 e Allegato VII.
Riferimenti normativi
Il carroponte è disciplinato da due tipi di norme: quelle tecniche, che riguardano progettazione e costruzione della macchina, e quelle sulla sicurezza sul lavoro, che riguardano invece chi lo usa ogni giorno.
Sul piano tecnico i riferimenti sono le norme UNI EN 15011 (requisiti di sicurezza per progettazione e costruzione di gru a ponte e gru a cavalletto) e UNI ISO 4306-1 (definizione degli apparecchi di sollevamento).
Sul piano della sicurezza sul lavoro, il carroponte rientra tra le attrezzature disciplinate dal titolo dedicato all'uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale. Le norme più rilevanti riguardano la definizione e l'utilizzo delle attrezzature, i requisiti di sicurezza che devono avere, l'obbligo per il datore di lavoro di garantirne l'uso solo a personale formato, informato e addestrato, e l'obbligo stesso di formazione e addestramento. Restano validi, come per ogni attrezzatura, anche gli obblighi generali di formazione e informazione dei lavoratori.
Il vero punto di svolta è arrivato con l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025: per la prima volta la formazione per gli addetti al carroponte diventa obbligatoria, con contenuti, durata e modalità di erogazione definiti in modo puntuale.
D.lgs. 81/2008, artt. 36, 37, 69, 70, 71 (comma 7), 73.
Accordo Stato-Regioni 17/04/2025, parte II, punto 8.3.11.
Definizione e composizione del carroponte
Per chi vuole capire come è fatto un carroponte, ecco una panoramica dei suoi componenti.
Con il termine "carroponte" ci si riferisce a un apparecchio costituito solitamente da una trave orizzontale scorrevole, sulla quale è installato un gancio semovente in grado di sollevare un carico.
La definizione ufficiale distingue due tipologie di attrezzature: la gru a ponte, capace di muoversi su binari o vie di corsa, con almeno una trave principalmente orizzontale e almeno un meccanismo di sollevamento; e la gru a cavalletto, capace di muoversi su ruote lungo binari, vie di corsa o superfici stradali (oppure fissa, senza ruote), con almeno una trave orizzontale supportata da almeno una gamba e un meccanismo di sollevamento.
Un carroponte è composto essenzialmente da:
una o due travi trasversali, dette "travi principali" (le più lunghe), su cui scorre il carro argano o il carro paranco
una coppia di travi laterali, dette "travi di testa" (le più corte), che scorrono sulle vie di corsa
L'argano e il paranco, posti sul carro che scorre lungo le travi principali, si occupano del sollevamento verticale del carico. Un carroponte può ospitare solitamente un solo carro argano o carro paranco: la differenza sta nel meccanismo - l'argano usa un tamburo su cui si avvolge un cavo, il paranco sfrutta più pulegge collegate a una fune e a un bozzello.
A questi si aggiunge il dispositivo di comando, che può essere:
pulsantiera pensile a filo
radiocomando
cabina di controllo (fissa o scorrevole con il carrello)
postazione con pulpito fuori dall'area di lavoro
Ci sono poi i dispositivi di segnalazione e sicurezza: respingenti e piastre di finecorsa, dispositivi elettromeccanici di finecorsa (per evitare scarrucolamenti), limitatori di carico e frizioni di sovraccarico, avvisatori acustici, luci di segnalazione, sistemi anticollisione e targhe di portata e direzione.
L'alimentazione del carroponte e dei suoi dispositivi di comando è tipicamente elettrica.


