DPI di III categoria per lavori in quota

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DPI di III categoria per lavori in quota

La formazione per i lavori in quota e i relativi DPI di III categoria risulta fondamentale per la corretta gestione delle risorse presenti in cantiere e lo svolgimento in sicurezza di tutte le attività, visto che - dati alla mano - gli infortuni derivanti dalle cadute dall'alto sono tra le principali cause di incidenti mortali sul lavoro (nel 2023 oltre il 20% degli infortuni mortali sono stati causati da una caduta dall’alto).

Di seguito un approfondimento sul tema, diviso i vari punti:

  • Definizioni

  • Quadro normativo di riferimento

  • Requisiti formativi per l’utilizzo dei DPI di III categoria per i lavori in quota

  • Contenuti minimi del corso di formazione

  • Durata e modalità della formazione

  • Conclusioni

DEFINIZIONI

Per lavoro in quota s’intende una qualsiasi attività lavorativa svolta ad un’altezza superiore ai due metri rispetto ad un piano di calpestio, con rischio di caduta dall’alto (Titolo IV del Decreto Legislativo - D.lgs. - 81/2008, al Capo II “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota”). Questo tipo di attività, ovviamente, prevede la valutazione del rischio e l’adozione di adeguate misure di prevenzione e protezione.

Va specificato che anche l'esecuzione di lavori al di sotto dei due metri implica una valutazione del rischio di caduta dall'alto (vedasi, ad esempio, l’allegato IV del D.lgs. 81/2008 al punto 1.7.3) e l'eventuale adozione di misure di prevenzione e protezione, dato che si è comunque esposti al rischio di caduta dall’alto.

I dispositivi di protezione individuale (DPI) di III categoria (ovvero quei DPI che proteggono da rischi gravi, mortali - come le cadute dall’alto - o che possono causare danni permanenti alla salute) specifici per i lavori in quota sono lo strumento principale per la prevenzione dalle cadute dall’alto. Questi DPI includono - ad esempio - imbracature, dispositivi anticaduta e assorbitori di energia.

Questo tipo di DPI - essendo appunto di III categoria - deve essere attentamente scelto in base al lavoratore, tramite prove per valutarne la vestibilità e le misure, così da trovare la taglia corretta in base alla fisicità della singola persona. Non solo, l’uso corretto e sicuro di tali dispositivi richiede anche una formazione e un addestramento specifici.


QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

La citata coppia “formazione + addestramento” relativa ai DPI di III categoria per i lavori in quota ad oggi non risulta ufficialmente normata. In ogni caso - anche se non sono definite durata e periodicità - esistono degli articoli, delle norme e delle linee guida che vanno comunque rispettati.

Di seguito si riportano i principali riferimenti normativi in merito non solo alla formazione, ma anche quelli strettamente legati alla scelta e all’uso dei DPI di III categoria per i lavori in quota (ma anche dei DPC, dispositivi di protezione collettiva, e dei vari apprestamenti atti ad eliminare il rischio di caduta dall’alto) - al fine di fornire un quadro normativo più completo - e agli obblighi dei datori di lavoro:

  • Dal D.lgs. 81/2008 gli articoli:

    • 74, dal titolo “Definizioni”, il quale determina cosa viene o non viene considerato DPI;

    • 77, dal titolo “Obblighi del datore di lavoro”, dove al comma 5, lettera a) dispone che “[…] l'addestramento è indispensabile per ogni DPI che [...] appartenga alla terza categoria”.

    • 111, dal titolo “Obblighi del datore di lavoro nell'uso di attrezzature per lavori in quota”;

    • 115, dal titolo “Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto”, che definisce i potenziali componenti di un sistema di protezione contro le cadute dall’alto;

    • 116, dal titolo “Obblighi dei datori di lavoro concernenti l'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi”, il quale al comma 2 dispone che “il datore di lavoro fornisce ai lavoratori interessati una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste, in particolare in materia di procedure di salvataggio”, mentre al comma 3 - in merito alla formazione - dispone che essa debba avere “[…] carattere teorico-pratico [...]”.

    • 122, dal titolo “Ponteggi ed opere provvisionali”, il quale definisce che “nei lavori in quota, devono essere adottate […] adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose [...]”.

  • Norme che descrivono le caratteristiche tecniche e di sicurezza dei dispositivi anticaduta:

    • UNI EN 361 (imbracature di sicurezza);

    • UNI EN 358 (cinture e cordini di posizionamento o trattenuta);

    • UNI EN 813 (cinture con cosciali);

    • UNI EN 362 (connettori);

    • UNI EN 353 (dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio);

    • UNI EN 354 (cordini);

    • UNI EN 355 (assorbitori di energia);

    • UNI EN 360 (dispositivi anticaduta di tipo retrattile);

    • UNI EN 795 (dispositivi di ancoraggio, divisi in cinque classi);

    • UNI 11578 (dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente, divisi in tre tipi);

    • UNI 11560 (sistemi di ancoraggio permanenti in copertura).

  • Linee guida emesse da ISPESL e/o INAIL per la formazione e l’uso dei DPI anticaduta.

REQUISITI FORMATIVI PER L’UTILIZZO DEI DPI DI III CATEGORIA PER I LAVORI IN QUOTA

Partiamo dal presupposto che per lavorare in quota un operatore deve essere idoneo a livello sanitario, ovvero non deve avere limitazioni (temporanee o permanenti) disposte dal medico competente all’interno del giudizio d’idoneità.

Per utilizzare un DPI di III categoria un operatore deve possedere una serie di competenze, le quali vengono acquisite principalmente con la formazione, l’informazione e l’addestramento, ma anche con l’affiancamento direttamente “on the job”; in linea di massima queste competenze sono:

  • Conoscenza delle tipologie di DPI (e DPC) anticaduta, delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento;

  • Capacità di selezionare il dispositivo adeguato in base alla propria corporatura, al tipo di lavoro e all’ambiente operativo;

  • Abilità nell’indossare correttamente i DPI;

  • Competenze per effettuare controlli visivi e funzionali prima dell’uso, al fine di valutare l’idoneità o l’inidoneità del DPI/DPC;

  • Conoscenza delle procedure operative di sicurezza e gestione delle emergenze (per coordinarsi efficacemente con gli addetti alla gestione delle emergenze).

Anche un operatore debitamente formato può avere bisogno, anzi, ha bisogno di supporto da parte di un tecnico HSE e/o del suo RSPP, soprattutto sulla parte normativa e sulla corretta scelta di un DPI/DPC (sulla quale l’ultima parola spetta sempre al datore di lavoro).


CONTENUTI MINIMI DEL CORSO DI FORMAZIONE

Come anticipato, la legislazione in vigore in materia di salute e sicurezza sul lavoro non fornisce indicazioni univoche sulle caratteristiche dei corsi di formazione per lavori in quota: di conseguenza, la formazione per gli addetti ai lavori in quota non è normata in termini di durata e contenuti.

Alla luce di quanto appena affermato, il riferimento di legge sull'obbligo di formazione per i lavoratori addetti ai lavori in quota è nuovamente il D.lgs. 81/2008, il quale che prescrive che il datore di lavoro deve formare, informare e addestrare i propri lavoratori:

  • Sui rischi a cui sono soggetti durante il lavoro;

  • Sulle misure di sicurezza da adottare;

  • Sull’uso delle attrezzature di lavoro;

  • Sull’utilizzo dei DPI/DPC necessari per garantire la sicurezza dei lavoratori.

La formazione per i lavoratori addetti ai lavori in quota non può ovviamente risolversi con la sola formazione teorica, ma deve anche prevedere un addestramento pratico visto l’utilizzo di DPI di III categoria.

Il corso DPI III categoria per lavori in quota quindi dovrà:

  • Trattare i rischi a cui sono soggetti i lavoratori durante i lavori in quota;

  • Illustrare le misure di carattere tecnico che i lavoratori devono applicare durante i lavori in quota;

  • Approfondire le corrette procedure di lavoro per evitare o ridurre il rischio di caduta dall'alto;

  • Descrivere le caratteristiche dei diversi tipi di DPI/DPC anticaduta, prevedendo delle prove pratiche per apprendere il corretto utilizzo dei vari dispositivi anticaduta e di ancoraggio.

In estrema sintesi, una formazione DPI di III categoria per i lavori in quota può dividersi in:

Modulo teorico

Modulo pratico

·        Principi di sicurezza per i lavori in quota e introduzione alla normativa vigente;

·       Classificazione e caratteristiche dei DPI di III categoria;

·       Valutazione del rischio di caduta dall’alto e scelta dei DPI appropriati;

·       Procedure di controllo, manutenzione e conservazione dei DPI (a carico del singolo lavoratore);

·       Gestione delle situazioni di emergenza e di salvataggio.

·       Esercitazioni di corretta vestizione e regolazione dell’imbracatura;

·       Simulazioni di collegamento ai punti di ancoraggio e movimentazione con i DPI;

·       Verifica delle condizioni e funzionalità dei dispositivi;

·       Prove di emergenza e intervento in caso di caduta.

DURATA E MODALITÀ DELLA FORMAZIONE

Come anticipato, non esiste una durata standard per la formazione DPI III categoria, ma - in linea di massima - una formazione può essere così strutturata:

  • Durata minima totale pari ad 8 ore (variabile in base alla complessità e al contesto lavorativo);

  • Suddivisione tra teoria e pratica (consigliato un 4 e 4);

  • Formazione svolta in aula o, meglio ancora, in ambiente di lavoro simulato o reale;

  • Test di verifica finale, teorico e pratico, per accertare la comprensione dei contenuti tecnico-normativi e la capacità di utilizzo dei principali DPI anticaduta.

La formazione deve essere rinnovata periodicamente, con aggiornamenti - solitamente - ogni 5 anni o in caso di modifiche tecniche e/o normative di grande importanza. La pratica continua e il controllo regolare dei DPI sono altresì fondamentali per garantire la sicurezza costante dei propri lavoratori.

 

CONCLUSIONI

I lavori in quota comportano sempre rischi significativi e non ignorabili, ma con l'adozione delle giuste misure di sicurezza questi rischi possono essere notevolmente ridotti.

L’uso corretto dei DPI e dei DPC, uniti ad una formazione adeguata e ad una corretta pianificazione del lavoro, sono elementi essenziali per garantire la sicurezza dei lavoratori. Lavoratori che devono essere sempre consapevoli in merito alle lavorazioni che stanno svolgendo e all’importanza dei DPI/DPC che devono indossare ed utilizzare.

Le normative esistenti forniscono un quadro preciso su come procedere per garantire che ogni lavoratore possa operare in quota in totale sicurezza, minimizzando i rischi di incidenti gravi o mortali.

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