Formazione generale e specifica: durata, rischi e aggiornamento

La formazione generale e specifica è il percorso obbligatorio che ogni lavoratore deve seguire prima di iniziare la propria mansione. Un lavoratore formato riconosce i rischi del suo lavoro e adotta comportamenti sicuri: per questo la formazione è uno dei pilastri della prevenzione di infortuni e malattie professionali.
Il percorso si divide in due moduli: la formazione generale, unica e uguale per tutti, e la formazione specifica, che cambia in base al livello di rischio (basso, medio o alto) legato al codice ATECO dell’azienda. Durata, contenuti e modalità sono fissati dal Testo Unico sulla sicurezza e dal nuovo Accordo Stato-Regioni, che ha sostituito quello del 2011.
Fonte: D.Lgs. 81/2008; Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025
In breve
Formazione generale: 4 ore, uguale per tutti i settori, vale per sempre.
Formazione specifica: 4, 8 o 12 ore in base al rischio, da aggiornare con 6 ore ogni 5 anni.
Quando: prima che il lavoratore inizi la mansione.
In questo articolo:
Cosa dice la normativa sulla formazione dei lavoratori
Quando va fatta la formazione al lavoratore neoassunto
Formazione generale: cos’è e quanto dura
Formazione specifica: durata in base al rischio
Ogni quanto va aggiornata la formazione specifica
Sanzioni per mancata formazione dei lavoratori
In sintesi: cosa deve fare l’azienda
Cosa dice la normativa sulla formazione dei lavoratori
I riferimenti principali sono:
il D.Lgs. 81/2008, articoli 36 e 37;
l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
Prima della formazione, l’informazione
Il datore di lavoro deve informare ogni lavoratore su:
i rischi per la salute e la sicurezza legati all’attività dell’impresa;
le procedure di primo soccorso, antincendio ed evacuazione;
i nomi dei lavoratori incaricati del primo soccorso e della prevenzione incendi;
i nomi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente;
i rischi specifici della sua attività, le norme di sicurezza e le disposizioni aziendali;
i pericoli delle sostanze e dei preparati pericolosi, in base alle schede di sicurezza;
le misure di prevenzione e protezione adottate.
Le informazioni devono essere facili da capire. Se il lavoratore è straniero, prima va verificato che comprenda la lingua usata.
Fonte: art. 36 D.Lgs. 81/2008
Sembra un tema separato dalla formazione, ma non lo è. Oltre a conoscere i rischi della sua mansione, il lavoratore deve conoscere il contesto della sua azienda, che cambia da impresa a impresa e non si può standardizzare. In pratica si può:
personalizzare la formazione con esempi concreti e casi accaduti in azienda;
organizzare, dopo la formazione generale e specifica, una sessione di informazione sulle particolarità aziendali, da verbalizzare.
L’obbligo di formazione
La formazione dei lavoratori è uno dei principali obblighi del datore di lavoro. Si assolve facendo partecipare i lavoratori ai corsi sulla sicurezza, con i contenuti e le durate fissati dall’Accordo Stato-Regioni.
Il datore di lavoro deve garantire a ogni lavoratore una formazione sufficiente e adeguata:
in materia di salute e sicurezza, tenendo conto anche delle sue conoscenze linguistiche;
sui rischi specifici della sua mansione.
I contenuti cambiano quindi in base ai compiti svolti e ai rischi.
Fonte: art. 37, commi 1 e 3, D.Lgs. 81/2008
Cosa è cambiato con l’Accordo Stato-Regioni 2025
L’Accordo del 17 aprile 2025, entrato in vigore poco più di un mese dopo, ridefinisce tutta la formazione obbligatoria su salute e sicurezza. Sostituisce tutti gli accordi precedenti, compreso quello del 21 dicembre 2011 su lavoratori, preposti e dirigenti, e accorpa, aggiorna e armonizza i percorsi formativi.
Per i lavoratori, però, cambia poco: restano i due moduli, generale e specifica, con durate e contenuti minimi analoghi a quelli precedenti e sempre legati al settore dell’azienda, cioè al codice ATECO.
Fonte: Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025
Quando va fatta la formazione al lavoratore neoassunto
La formazione dei lavoratori deve avvenire in occasione della costituzione del rapporto di lavoro o, al più tardi, contestualmente all’assunzione. In assenza di ciò, il lavoratore non potrà essere adibito alla mansione per la quale è stato assunto. È infatti previsto che il lavoratore riceva la formazione iniziale prima di essere adibito alla propria attività, poiché il datore di lavoro deve sempre assicurare che un lavoratore svolga attività e utilizzi attrezzature per le quali ha precedentemente ricevuto adeguata informazione, formazione e addestramento, come previsto dal già citato comma 4 dell’articolo 37 del D.lgs. 81/2008.
In sostanza, il lavoratore dovrà essere informato e formato immediatamente, appena assunto o prima dell’assunzione (questa seconda ipotesi è da preferire), anche con percorsi formativi diversi e aggiuntivi rispetto alla classica formazione base e specifica (ad esempio, tramite verbali di affiancamento fatti direttamente “on the job” dal RSPP e/o dal preposto).
Per un nuovo assunto, quindi, il corso va organizzato prima del primo giorno di lavoro. Nel nostro calendario trovi le prossime date dei corsi di formazione generale e specifica, in aula a Bergamo e in videoconferenza.
Fonte: art. 37 D.Lgs. 81/2008
Formazione generale: cos’è e quanto dura
Cos’è la formazione generale? È la formazione comune a tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore o dalla mansione. A differenza della specifica, la formazione generale - dalla durata di 4 ore - costituisce credito formativo permanente (ogni lavoratore la deve svolgere una sola volta e non è mai previsto un aggiornamento).
Questi gli obiettivi principali della formazione generale:
Acquisire conoscenze generali sui concetti di rischio, danno, prevenzione e protezione;
Comprendere l’organizzazione della sicurezza aziendale;
Conoscere i diritti e i doveri dei vari soggetti del sistema sicurezza interni (RSPP, preposto, ecc) ed esterni (INL, CSE, ecc).
Formazione specifica: durata in base al rischio
Premessa: i lavoratori di aziende di qualsiasi codice ATECO che svolgono mansioni non comportanti l'accesso ai reparti produttivi e che svolgono esclusivamente attività d’ufficio (ad esempio: impiegato amministrativo, centralinista, ecc) potranno seguire il modulo di carattere specifico per “attività d'ufficio” (sostanzialmente un rischio basso) della durata di 4 ore, anche in e-learning.
Cos’è la formazione specifica? È quella che approfondisce i rischi legati alle mansioni svolte dal lavoratore, con particolare attenzione al settore produttivo di appartenenza. A differenza della generale, la formazione specifica va obbligatoriamente aggiornata ogni cinque anni.
Classificazione dei rischi (con alcuni esempi) + durata prevista in base alla classe di rischio (dipendente dal codice ATECO):
Basso rischio (uffici, commercio, servizi, ecc), 4 ore;
Medio rischio (manifatturiero, trasporti, ecc), 8 ore;
Alto rischio (edilizia, chimico, metalmeccanico, ecc), 12 ore.
Di seguito dei contenuti tipici della formazione specifica (questo è un elenco indicativo, dato che la formazione specifica deve essere adattata ai rischi presenti nel settore merceologico al quale appartiene l’azienda e all’azienda stessa):
Rischi specifici del settore (ad esempio: movimentazione manuale dei carichi, videoterminali, rumore, agenti chimici, ecc)
Procedure di prevenzione e protezione (da personalizzare in base al contesto aziendale);
Uso corretto dei DPI e dei DPC (con particolare attenzione ai DPI/DPC aziendali; ad esempio: se un azienda non svolge lavori in quota, posso trattare rapidamente la parte relativa ai DPI di III categoria per i lavori in quota, per concentrarmi poi sui DPI/DPC effettivamente utilizzati);
Procedure di emergenza (da personalizzare in base al contesto aziendale).
La formazione specifica può essere svolta in presenza, in videoconferenza sincrona o - come anticipato - in e-learning esclusivamente per il rischio basso.
Ogni quanto va aggiornata la formazione specifica
Vi è inoltre l’obbligo di effettuare un aggiornamento della formazione specifica della durata di 6 ore ogni 5 anni. L’aggiornamento può essere svolto in aula, in videoconferenza e in e-learning, con articolazioni didattiche sviluppate sulla base dei rischi specifici e caratteristici del settore di appartenenza dell’azienda.
I contenuti, in linea di massima, vanno a riprendere quelli della formazione specifica “base”: il corso deve contenere novità normative, evoluzione dei rischi, introduzione di nuove tecnologie, eventuali novità aziendali nel campo della prevenzione e della protezione ed un ripasso delle procedura d’emergenze adottate in azienda.
Sanzioni per mancata formazione dei lavoratori
Il datore di lavoro che non assicura la formazione dei propri lavoratori rischia, in alternativa:
l’arresto da due a quattro mesi;
oppure l’ammenda da 1.709,49 a 7.407,80 euro.
Fonte: art. 55, comma 5, lettera c), D.Lgs. 81/2008; importi rivalutati dal 6 ottobre 2023 (D.D. n. 111/2023)
Gli obblighi non riguardano solo il datore di lavoro, che deve formare e informare i lavoratori e documentarlo in modo chiaro. Anche ogni lavoratore deve partecipare ai corsi di formazione sulla sicurezza e rispettare quanto appreso.
Il lavoratore che non partecipa ai corsi rischia l’arresto fino a un mese o l’ammenda da 284,92 a 854,75 euro. A questo si possono aggiungere provvedimenti disciplinari da parte dell’azienda, fino al licenziamento nei casi più gravi o ripetuti.
Fonte: art. 20, comma 2, lett. h), e art. 59, comma 1, lett. a), D.Lgs. 81/2008; importi rivalutati dal 6 ottobre 2023 (D.D. n. 111/2023)
In sintesi: cosa deve fare l’azienda
La formazione in materia di sicurezza sul lavoro è obbligatoria, non delegabile e strategica. È strutturata in due livelli, dipendenti l’uno dall’altro:
Formazione generale, comune a tutti;
Formazione specifica, calibrata sul rischio del settore e della mansione.
Il D.lgs. 81/2008 e il nuovo Accordo Stato-Regioni definiscono chiaramente i tempi, i contenuti e le modalità della formazione. Un efficace sistema formativo non solo ottempera alla legge, ma contribuisce concretamente alla riduzione degli infortuni e a promuovere una cultura della prevenzione.


