Formazione piattaforme elevabili (PLE): obblighi e requisiti

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gruppo in formazione pratica sulle piattaforme elevabili (PLE)

La formazione per le piattaforme elevabili, comunemente dette “PLE” (termine che verrà utilizzato, per semplicità, in tutto questo articolo), è una delle formazioni più richieste e spendibili all’interno di un cantiere edile o in uno stabilimento; pertanto, richiede particolare attenzione e dedizione sia lato formatore sia lato “formato”.

Le PLE rientrano tra le attrezzature di lavoro più diffuse per lo svolgimento di lavori in quota e il loro utilizzo espone a molti rischi per la sicurezza, poiché un uso scorretto può portare ad infortuni - anche gravi - sia per gli addetti direttamente coinvolti nel loro utilizzo, sia per i lavoratori presenti nell’area di lavoro.

Di seguito un breve elenco dei contenuti presenti in questo articolo:

  • Cos’è una PLE?

  • Quadro normativo di riferimento

  • Requisiti minimi per l’operatore addetto all’utilizzo di una PLE

  • Contenuti minimi del corso di formazione per lavoratori addetti alla conduzione di PLE

  • Durata e modalità della formazione

  • Aggiornamenti: periodicità e obblighi

  • Informazioni utili

Cos’è una PLE?

Nell’ambito della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, la quale verrà esplorata in seguito, si deve far riferimento alla definizione di PLE riportata nel recente Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 (il quale ha sostituito lo storico Accordo del 2012) all’interno dell’Allegato II: per PLE s’intende una “macchina mobile destinata a spostare persone alle posizioni di lavoro, poste ad altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile, nelle quali svolgono mansioni dalla piattaforma di lavoro, con l’intendimento che le persone accedano ed escano dalla piattaforma di lavoro attraverso una posizione di accesso definita e che sia costituita almeno da una piattaforma di lavoro con comandi, da una struttura estensibile e da un telaio”.

Esistono diverse tipologie di PLE: si va da quelle a pantografo (volgarmente dette “a fisarmonica”), passando per quelle telescopiche, fino a quelle (più comuni) autocarrate.

Le PLE si differenziano ulteriormente per la presenza o meno di stabilizzatori, ovvero dispositivi costituiti da martinetti idraulici (o da assi estensibili direttamente dal telaio dotato di dispositivi di blocco delle sospensioni) che servono - appunto - a stabilizzare una PLE; classico esempio di PLE con stabilizzatori è il cosiddetto “cestello a ragno”.

  • PLE con stabilizzatori: vengono posizionate in un determinato punto e fissate tramite - appunto - degli stabilizzatori, possiedono una maggiore capacità di manovra da parte dell’operatore nella cesta, a discapito della mobilità della PLE rispetto al luogo di stabilizzazione;

  • PLE senza stabilizzatori: hanno la possibilità di muoversi più agilmente tra le posizioni di lavoro in quota, ma la mobilità della cesta da parte dell’operatore è molto più ridotta.

Quadro normativo di riferimento

La principale normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro applicabile all’utilizzo della PLE, e alla sua formazione, è la seguente:

  • il Decreto Legislativo - D.lgs. - 81/2008 (il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), in particolare l’articolo 73 - Informazione, formazione e addestramento (il quale dispone, in estrema sintesi, che “[…] il datore di lavoro provvede, affinché per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell'uso dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione e un addestramento adeguati […]”) e l’Allegato VI - Disposizioni concernenti l'uso delle attrezzature di lavoro;

  • l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, il quale prevede che l’utilizzatore della PLE sia in possesso di formazione e addestramento, conseguita per mezzo della partecipazione ad uno specifico corso di formazione ed un periodico aggiornamento quinquennale per l’utilizzo - appunto - della PLE;

Requisiti minimi per l’operatore addetto all’utilizzo di una PLE

L’operatore chiamato ad utilizzare una PLE - oltre ad essere maggiorenne e idoneo fisicamente (a valle di un’idoneità medica emessa dal medico competente nominato per l’azienda) - deve acquisire conoscenze teoriche e abilità pratiche per garantire:

  • Sicurezza nell’utilizzo e nella movimentazione della macchina;

  • Corretta valutazione del contesto operativo specifico e dei rischi a cui è esposto;

  • Capacità di eseguire controlli prima dell’utilizzo al fine di valutare eventuali guasti e/o non conformità della macchina;

  • Gestione delle emergenze.

Un’altra condizione da non sottovalutare, ma anzi, da analizzare con attenzione è l’effettiva predisposizione o meno di una persona all’utilizzo di una PLE: un potenziale utilizzatore di una PLE deve essere valutato attentamente dal datore di lavoro (coadiuvato dal RSPP e dal preposto del reparto/del cantiere in cui l’operatore da valutare opera), al fine di scegliere una persona effettivamente consapevole e adatta alla conduzione di un mezzo “delicato” come una PLE.

Al netto di quanto appena scritto, vien da sé che una PLE può essere utilizzata esclusivamente da operatori in possesso di regolare formazione ed addestramento conformi a quanto indicato nel già citato Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025. Nello specifico, l’Accordo prevede che l’utilizzatore di una PLE debba essere in possesso dell’abilitazione conseguita attraverso lo svolgimento di specifici corsi di formazione teorico-pratici.

Contenuti minimi del corso di formazione per lavoratori addetti alla conduzione di PLE

Ogni corso di formazione per addetti alla conduzione di PLE deve essere diviso in parte teorica e in parte pratica, ma soprattutto, deve prevedere una serie di contenuti minimi obbligatori. Questi contenuti minimi sono inseriti nell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, all’interno del paragrafo 8.3.1, il quale potrà essere visualizzato e scaricato qui.

Durata e modalità della formazione

Secondo l’Accordo Stato-Regioni dell’aprile scorso, la durata minima della formazione - costituita dalla somma delle ore previste dalla parte teorica e dalla relativa parte pratica - è:

  • Parte teorica, “comune”: 4 ore;

  • Parte pratica, PLE senza stabilizzatori: 4 ore;

  • Parte pratica, PLE con stabilizzatori: 4 ore;

  • Parte pratica, PLE con e senza stabilizzatori: 6 ore.

La formazione deve essere erogata in aula (per la parte teorica) e direttamente sul campo con simulazioni reali (per la parte pratica); non è ovviamente prevista la possibilità di svolgimento in E-Learning o videoconferenza (sincrona o asincrona che sia).

È obbligatorio, infine, un esame finale teorico-pratico per valutare la competenza dell’operatore, il quale comprende (per tutti i dettagli si rimanda al già citato paragrafo 8.3.1 dell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025):

  • Prova scritta o orale per verificare le conoscenze teoriche;

  • Prova pratica per accertare le capacità operative.

Il superamento consente il rilascio dell’attestato di abilitazione all’utilizzo delle PLE, documento obbligatorio per l’impiego lavorativo della citata attrezzatura.

Aggiornamenti: periodicità e obblighi

La normativa vigente - il più volte citato Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 - prevede l’obbligo di rinnovo periodico dell’abilitazione con corsi di aggiornamento ogni 5 anni dalla durata minima di 4 ore (in presenza), per mantenere le competenze e allinearsi ad eventuali novità normative e/o tecniche.

È bene specificare che l’addetto all’uso della PLE in possesso di una formazione scaduta (anche solo da un giorno) non può utilizzare la suddetta attrezzatura.

Va sottolineato, infine, che in caso di formazione (corso base o aggiornamento che sia) all’utilizzo della PLE scaduta da più di 10 anni sarà necessario ripetere la formazione base.

Informazioni utili

Sebbene non espressamente previsto dal D.lgs. 81/2008, considerando che il datore di lavoro può concedere l’uso della PLE quando sussistono entrambe le seguenti condizioni:

  • l’addetto PLE è in possesso di un’abilitazione valida (corso di formazione per addetti all’utilizzo di PLE non scaduto);

  • l’addetto PLE è idoneo a seguito di visita medica - comprensiva di controlli sull’abuso di alcool e sostanze psicotrope (test antidroga) - alla conduzione della PLE;

è opportuno che il datore di lavoro autorizzi formalmente il singolo lavoratore all’uso della PLE, per mezzo di un apposito modulo di nomina, in modo tale da revocare la suddetta nomina qualora una delle due condizioni esplicitate qui sopra non fosse più rispettata.

Ultimo nodo da sciogliere in merito all’utilizzo della PLE è l’obbligatorietà o meno - per l’addetto alla conduzione di PLE - di possedere una formazione specifica relativa ai dispositivi di protezione individuale (DPI) di III categoria per i lavori in quota. La risposta è: dipende. Partiamo dal presupposto che durante l’utilizzo di una PLE è prevista la presenza di almeno 2-3 operatori, così solitamente suddivisi:

  • 1 o 2 - a seconda delle necessità/attività svolte - all’interno della cesta, coloro i quali svolgeranno materialmente l’attività (ad esempio: potatura alberi, sostituzione di corpi illuminanti a soffitto, ecc);

  • almeno un operatore a terra, per salvaguardare l’area di lavoro (opportunamente delimitata) e pronto ad intervenire in caso di emergenza.

Fatta questa premessa, di seguito i vari casi possibili (consideriamo, per semplicità, che tutti gli operatori in gioco siano debitamente informati sull’attività da svolgere, sui vari rischi presenti in cantiere e sulle procedure di emergenza):

  • l’operatore all’interno della cesta che movimenta - appunto - la cesta deve essere formato sia per la conduzione della PLE sia per l’utilizzo di DPI di III categoria per i lavori in quota;

  • l’eventuale ulteriore operatore che lavora all’interno della cesta, senza però movimentarla, deve essere obbligatoriamente formato per l’utilizzo di DPI di III categoria per i lavori in quota, ma non obbligatoriamente formato (anche se è fortemente consigliato) per la conduzione della PLE;

  • l’operatore (o gli operatori, in base alla situazione) a terra deve essere obbligatoriamente formato per la conduzione della PLE, dato che in caso di emergenza può intervenire e movimentare la PLE, spostando la cesta in posizione sicura.

Quanto appena scritto sottolinea ancora di più come la formazione specifica per gli addetti all’utilizzo di PLE rappresenti un elemento fondamentale per la prevenzione degli infortuni nei lavori in quota. Il rispetto della normativa vigente e l’adozione di corsi strutturati secondo gli standard previsti assicurano la preparazione tecnica necessaria a gestire correttamente questi mezzi, riducendo sensibilmente i rischi connessi. L’operatore formato non è solo abilitato, ma diventa anche responsabile in merito all’utilizzo del mezzo in questione.

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Sikuro eroga corsi di formazione e aggiornamento PLE conformi all’Accordo Stato-Regioni 2025, con percorsi teorico-pratici strutturati per garantire competenze reali e utilizzo sicuro delle piattaforme elevabili.


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