PLE: cos’è e quale corso serve per usarla

La formazione PLE è il corso obbligatorio per chi conduce una piattaforma di lavoro mobile elevabile, una delle attrezzature più usate per i lavori in quota, in cantiere e negli stabilimenti. Un uso scorretto può causare infortuni anche gravi, sia a chi lavora sulla piattaforma sia a chi si trova nell’area di lavoro. Per questo è una delle formazioni più richieste, e va seguita con attenzione da chi la tiene e da chi la frequenta.
In breve
Corso base: 8 ore per PLE con o senza stabilizzatori, 10 ore per entrambe, sempre in presenza e con prova pratica.
Aggiornamento: 4 ore ogni 5 anni.
Se l’aggiornamento manca da più di 10 anni, il corso base va ripetuto da capo.
Di seguito un breve elenco dei contenuti presenti in questo articolo:
Cos’è una PLE
Normativa sulla formazione PLE
Requisiti dell’operatore PLE
Contenuti del corso PLE
Corso PLE: durata e modalità
Aggiornamento PLE: ogni quanto e quante ore
Nomina dell’addetto e operatore a terra: chi deve essere formato
Cos’è una PLE
La PLE, piattaforma di lavoro mobile elevabile, è una macchina che porta le persone a lavorare in quota, a più di 2 metri da un piano stabile. Si sale e si scende dalla piattaforma da un punto di accesso definito, e la macchina è composta almeno da una piattaforma di lavoro con i comandi, una struttura estensibile e un telaio.
Fonte: Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025, Allegato II
Tipi di PLE
Le PLE possono essere a pantografo (dette anche “a fisarmonica”), telescopiche o, le più comuni, autocarrate.
Si distinguono poi per la presenza o meno degli stabilizzatori: martinetti idraulici, o assi che escono dal telaio con blocco delle sospensioni, che tengono ferma e stabile la macchina. Un esempio classico di PLE con stabilizzatori è il “cestello a ragno”.
PLE con stabilizzatori: si posizionano in un punto e si fissano. Chi è nella cesta ha più libertà di manovra, ma la macchina resta nel punto in cui è stabilizzata.
PLE senza stabilizzatori: si spostano più facilmente tra una posizione di lavoro e l’altra, ma la cesta ha meno libertà di movimento.
Normativa sulla formazione PLE
I riferimenti principali sono due:
il D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla sicurezza, in particolare l’articolo 73 e l’Allegato VI sull’uso delle attrezzature. In sintesi: per ogni attrezzatura messa a disposizione, il datore di lavoro deve dare a chi la usa tutte le informazioni e le istruzioni necessarie, e una formazione e un addestramento adeguati;
l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha sostituito quello del 2012. Prevede che chi usa una PLE abbia frequentato un corso specifico di formazione e addestramento, da aggiornare ogni 5 anni.
Fonte: art. 73 e Allegato VI D.Lgs. 81/2008; Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025
Requisiti dell’operatore PLE
L’operatore chiamato ad utilizzare una PLE - oltre ad essere maggiorenne e idoneo fisicamente (a valle di un’idoneità medica emessa dal medico competente nominato per l’azienda) - deve acquisire conoscenze teoriche e abilità pratiche per garantire:
Sicurezza nell’utilizzo e nella movimentazione della macchina;
Corretta valutazione del contesto operativo specifico e dei rischi a cui è esposto;
Capacità di eseguire controlli prima dell’utilizzo al fine di valutare eventuali guasti e/o non conformità della macchina;
Gestione delle emergenze.
Un’altra condizione da non sottovalutare, ma anzi, da analizzare con attenzione è l’effettiva predisposizione o meno di una persona all’utilizzo di una PLE: un potenziale utilizzatore di una PLE deve essere valutato attentamente dal datore di lavoro (coadiuvato dal RSPP e dal preposto del reparto/del cantiere in cui l’operatore da valutare opera), al fine di scegliere una persona effettivamente consapevole e adatta alla conduzione di un mezzo “delicato” come una PLE.
Al netto di quanto appena scritto, vien da sé che una PLE può essere utilizzata esclusivamente da operatori in possesso di regolare formazione ed addestramento conformi a quanto indicato nel già citato Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025. Nello specifico, l’Accordo prevede che l’utilizzatore di una PLE debba essere in possesso dell’abilitazione conseguita attraverso lo svolgimento di specifici corsi di formazione teorico-pratici.
Contenuti del corso PLE
Il corso ha una parte teorica, uguale per tutti, e una parte pratica che cambia in base al tipo di PLE: con stabilizzatori, senza stabilizzatori, o entrambe.
Modulo teorico-tecnico
tipi di PLE e loro caratteristiche;
componenti strutturali: stabilizzatori, sistemi di livellamento, telaio, torretta girevole, braccio o pantografo;
dispositivi di comando e di sicurezza e come funzionano;
controlli visivi e funzionali da fare prima dell’uso;
DPI da usare sulla PLE: casco, imbracatura, cordino e punti di aggancio sulla piattaforma;
uso in sicurezza, rischi più frequenti (come elettrocuzione, rischi ambientali e caduta) e procedure di salvataggio.
Modulo pratico
riconoscere componenti e dispositivi di comando e di sicurezza;
controlli prima dell’uso e, per le PLE con stabilizzatori, prima del trasferimento su strada;
pianificazione del percorso;
spostamento e posizionamento della PLE sul luogo di lavoro;
esercitazioni operative e manovre di emergenza;
messa a riposo a fine lavoro.
L’elenco completo è nel punto 8.3.1 dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
Fonte: Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025, punto 8.3.1
Corso PLE: durata e modalità
Secondo l’Accordo Stato-Regioni dell’aprile scorso, la durata minima della formazione - costituita dalla somma delle ore previste dalla parte teorica e dalla relativa parte pratica - è:
Parte teorica, “comune”: 4 ore;
Parte pratica, PLE senza stabilizzatori: 4 ore;
Parte pratica, PLE con stabilizzatori: 4 ore;
Parte pratica, PLE con e senza stabilizzatori: 6 ore.
La formazione deve essere erogata in aula (per la parte teorica) e direttamente sul campo con simulazioni reali (per la parte pratica); non è ovviamente prevista la possibilità di svolgimento in E-Learning o videoconferenza (sincrona o asincrona che sia).
È obbligatorio, infine, un esame finale teorico-pratico per valutare la competenza dell’operatore, il quale comprende (per tutti i dettagli si rimanda al già citato paragrafo 8.3.1 dell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025):
Prova scritta o orale per verificare le conoscenze teoriche;
Prova pratica per accertare le capacità operative.
Il superamento consente il rilascio dell’attestato di abilitazione all’utilizzo delle PLE, documento obbligatorio per l’impiego lavorativo della citata attrezzatura.
Se devi abilitare un nuovo addetto, trovi le prossime date del corso PLE a Bergamo, con parte pratica sulle piattaforme.
Aggiornamento PLE: ogni quanto e quante ore
La normativa vigente - il più volte citato Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 - prevede l’obbligo di rinnovo periodico dell’abilitazione con corsi di aggiornamento ogni 5 anni dalla durata minima di 4 ore (in presenza), per mantenere le competenze e allinearsi ad eventuali novità normative e/o tecniche.
È bene specificare che l’addetto all’uso della PLE in possesso di una formazione scaduta (anche solo da un giorno) non può utilizzare la suddetta attrezzatura.
Va sottolineato, infine, che in caso di formazione (corso base o aggiornamento che sia) all’utilizzo della PLE scaduta da più di 10 anni sarà necessario ripetere la formazione base.
Nomina dell’addetto e operatore a terra: chi deve essere formato
Sebbene non espressamente previsto dal D.lgs. 81/2008, considerando che il datore di lavoro può concedere l’uso della PLE quando sussistono entrambe le seguenti condizioni:
l’addetto PLE è in possesso di un’abilitazione valida (corso di formazione per addetti all’utilizzo di PLE non scaduto);
l’addetto PLE è idoneo a seguito di visita medica - comprensiva di controlli sull’abuso di alcool e sostanze psicotrope (test antidroga) - alla conduzione della PLE;
è opportuno che il datore di lavoro autorizzi formalmente il singolo lavoratore all’uso della PLE, per mezzo di un apposito modulo di nomina, in modo tale da revocare la suddetta nomina qualora una delle due condizioni esplicitate qui sopra non fosse più rispettata.
Ultimo nodo da sciogliere in merito all’utilizzo della PLE è l’obbligatorietà o meno - per l’addetto alla conduzione di PLE - di possedere una formazione specifica relativa ai dispositivi di protezione individuale (DPI) di III categoria per i lavori in quota. La risposta è: dipende. Partiamo dal presupposto che durante l’utilizzo di una PLE è prevista la presenza di almeno 2-3 operatori, così solitamente suddivisi:
1 o 2 - a seconda delle necessità/attività svolte - all’interno della cesta, coloro i quali svolgeranno materialmente l’attività (ad esempio: potatura alberi, sostituzione di corpi illuminanti a soffitto, ecc);
almeno un operatore a terra, per salvaguardare l’area di lavoro (opportunamente delimitata) e pronto ad intervenire in caso di emergenza.
Fatta questa premessa, di seguito i vari casi possibili (consideriamo, per semplicità, che tutti gli operatori in gioco siano debitamente informati sull’attività da svolgere, sui vari rischi presenti in cantiere e sulle procedure di emergenza):
l’operatore all’interno della cesta che movimenta - appunto - la cesta deve essere formato sia per la conduzione della PLE sia per l’utilizzo di DPI di III categoria per i lavori in quota;
l’eventuale ulteriore operatore che lavora all’interno della cesta, senza però movimentarla, deve essere obbligatoriamente formato per l’utilizzo di DPI di III categoria per i lavori in quota, ma non obbligatoriamente formato (anche se è fortemente consigliato) per la conduzione della PLE;
l’operatore (o gli operatori, in base alla situazione) a terra deve essere obbligatoriamente formato per la conduzione della PLE, dato che in caso di emergenza può intervenire e movimentare la PLE, spostando la cesta in posizione sicura.
Quanto appena scritto sottolinea ancora di più come la formazione specifica per gli addetti all’utilizzo di PLE rappresenti un elemento fondamentale per la prevenzione degli infortuni nei lavori in quota. Il rispetto della normativa vigente e l’adozione di corsi strutturati secondo gli standard previsti assicurano la preparazione tecnica necessaria a gestire correttamente questi mezzi, riducendo sensibilmente i rischi connessi. L’operatore formato non è solo abilitato, ma diventa anche responsabile in merito all’utilizzo del mezzo in questione.


