Infortunio sul lavoro: definizione, obblighi e procedura
Redazione Sikuro

Un infortunio è un evento improvviso e violento, causato da un fattore esterno, che provoca una lesione fisica al lavoratore.
Quando accade sul lavoro, la questione coinvolge tutta l'organizzazione: il datore di lavoro deve attivarsi con una serie di azioni precise - denuncia dell'evento, misure per evitare che si ripeta - e anche i lavoratori hanno un ruolo nella gestione corretta. Per questo è fondamentale che ogni impresa sappia esattamente come muoversi.
In questo articolo vediamo insieme le basi per gestire correttamente un infortunio sul lavoro e ridurne il numero, rispondendo a due domande:
• Cos'è un infortunio sul lavoro?
• Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro?
Cos'è un infortunio sul lavoro: la definizione
Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione generata, durante lo svolgimento dell'attività lavorativa, da una causa violenta, dovuta a deficienze tecniche, organizzative o ambientali, che provochi la morte del lavoratore o ne riduca la capacità lavorativa.
Il collegamento tra la causa violenta e la lesione è quella che si chiama "occasione di lavoro": in pratica, perché si possa parlare di infortunio sul lavoro deve esserci un nesso diretto tra l'attività svolta e il rischio specifico che ha causato il danno.
Rientrano nella definizione di infortunio sul lavoro anche:
gli infortuni in itinere, cioè quelli che accadono nel tragitto tra casa e lavoro;
quelli dovuti a colpe o negligenze del lavoratore stesso, che rappresentano oltre l'80% degli infortuni totali.
È importante non confondere "infortunio" con "malattia professionale": il primo è causato da un evento improvviso e violento (per esempio, un mattone che cade e frattura un polso), mentre la seconda si sviluppa nel tempo, per cause lente e ripetute (per esempio, la sindrome del tunnel carpale dopo anni di movimenti ripetitivi).
Le conseguenze di un infortunio sul lavoro
Una volta chiare le cause, vediamo quali sono le conseguenze previste:
Inabilità temporanea - impedisce di lavorare per un periodo limitato (di norma superiore a tre giorni), durante il quale viene erogata un'indennità giornaliera fino alla guarigione clinica, senza postumi permanenti o con postumi permanenti di grado inferiore al 6%.
Inabilità permanente - comporta una riduzione stabile della capacità lavorativa di grado superiore al 6%.
Morte - quando l'infortunio ha come diretta conseguenza il decesso del lavoratore.
Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro: gli obblighi del D.Lgs. 81/2008
Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce con precisione cosa fare in caso di infortunio sul lavoro. Ecco i tre passaggi principali previsti dalla norma.
Denuncia all'INAIL
Il datore di lavoro e i dirigenti devono comunicare all'INAIL, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico (entro 24 ore in caso di infortuni mortali o con pericolo di morte), i dati relativi agli infortuni che comportano l'assenza dal lavoro di almeno un giorno; a fini assicurativi, vanno comunicati anche gli infortuni con assenza superiore a tre giorni.
Fonte: art. 18, comma 1, lett. r), D.Lgs. 81/2008
Aggiornamento della valutazione dei rischi
Dopo un infortunio significativo, la valutazione dei rischi va rielaborata immediatamente e le misure di prevenzione aggiornate di conseguenza.
Fonte: art. 29, comma 3, D.Lgs. 81/2008
Riunione periodica
Durante la riunione periodica, il datore di lavoro deve sottoporre ai partecipanti l'andamento degli infortuni in azienda.
Fonte: art. 35, comma 2, lett. b), D.Lgs. 81/2008
In sintesi, la procedura da seguire in caso di infortunio sul lavoro è chiara: si segnala l'evento alle autorità competenti, si aggiorna la valutazione dei rischi con misure concrete e si documenta tutto per portarlo in riunione periodica.
Chi non rispetta gli obblighi di sicurezza previsti dalla legge rischia conseguenze serie: datore di lavoro, dirigenti, preposti - ma anche i lavoratori ritenuti responsabili - possono rispondere dei reati di lesioni colpose e, nei casi più gravi, di omicidio colposo, quando l'infortunio ha come conseguenza la morte del lavoratore. Un rischio tutt'altro che remoto: in Italia si contano ogni anno circa un migliaio di infortuni mortali su un totale di oltre 700.000 infortuni denunciati.


