POS: Definizione e Contenuti Minimi
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Il piano operativo di sicurezza (POS) è un documento fondamentale all’interno di ogni cantiere edile. Esso ha l’obiettivo di garantire che le operazioni vengano svolte in modo sicuro, identificando e minimizzando i rischi e rispettando le normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.
Al fine di comprendere il documento - con la sua funzione e la sua redazione - il presente articolo è stato così suddiviso:
Definizioni e normativa
Elenco dei contenuti minimi
Attività svolte dall’impresa in cantiere, modalità organizzative e valutazione del rischio
Personale e addetti antincendio, primo soccorso e preposti in cantiere
Specifiche mansioni e figure di sicurezza obbligatorie
Elenco dei macchinari/attrezzature, opere provvisionali e prodotti chimici
Valutazione rischio rumore
Misure integrative rispetto al PSC proposte dall’impresa e procedure complementari e di dettaglio
Elenco dei DPI forniti ai lavoratori
Formazione e informazione dei lavoratori
L’importanza del POS
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DEFINIZIONI E NORMATIVA
Il POS è “[…] il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell’allegato XV”; questa è la definizione riportata all’interno dell’articolo 89 comma 1, lettera h), del D.lgs. 81/2008.
La redazione del POS deve essere fatta dal datore di lavoro, trattandosi di uno degli obblighi non delegabili: come già citato nella definizione poc’anzi riportata, al comma 1 - lettera a) - dell’articolo 17 del D.lgs. 81/2008 la valutazione del rischio è un obbligo del datore di lavoro e, essendo il POS il documento che permette di valutare i rischi all’interno di un cantiere, può essere effettuata solamente da lui. Nei casi in cui un datore di lavoro non dovesse essere provvisto delle competenze necessarie alla redazione di un POS, egli si può affidare al responsabile del servizio di prevenzione e protezione - RSPP - o ad un consulente: in questi casi, il datore di lavoro provvederà ad avallare il documento tramite una firma.
Tutte le imprese che operano all’interno di un cantiere edile (Titolo IV del D.lgs. 81/2008), che siano affidatarie o esecutrici, devono obbligatoriamente redigere un POS (articolo 96 comma 1, lettera g), del D.lgs. 81/2008) che faccia riferimento alle specifiche lavorazioni svolte in cantiere.
ELENCO DEI CONTENUTI MINIMI
Venendo ai contenuti minimi del POS, questi sono elencati all’interno dell’allegato XV del D.lgs. 81/2008, nello specifico all’interno del punto 3.2 del suddetto allegato. Citando, per completezza, il punto 3.2.1:
“Il POS è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici [...] in riferimento al singolo cantiere interessato; esso contiene almeno i seguenti elementi:
i dati identificativi dell’impresa esecutrice, che comprendono:
il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale e degli uffici di cantiere;
la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa esecutrice e dai lavoratori autonomi subaffidatari;
i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato;
il nominativo del medico competente ove previsto;
il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;
il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell’impresa esecutrice e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa;
le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata allo scopo dall’impresa esecutrice;
la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro;
l’elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere;
l’elenco delle sostanze e miscele pericolose utilizzati nel cantiere con le relative schede di sicurezza;
l’esito del rapporto di valutazione del rumore;
l'individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel PSC quando previsto, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere;
le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC quando previsto;
l’elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere;
la documentazione in merito all'informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere.”
Da sottolineare che i sopracitati sono i contenuti minimi: un POS che rispetta e li riporta tutti è sicuramente un documento ben fatto e accettabile, ma nulla vieta alle imprese - anzi, dovrebbe essere la normalità - di inserire quante più informazioni possibili in merito al cantiere specifico e alle attività svolte (modalità di lavoro, gestione delle emergenze, ecc), per rendere il tutto più chiaro ai propri lavoratori e alle persone esterne all’impresa.
Nei paragrafi successivi esploreremo i punti più significativi.
ATTIVITÀ SVOLTE DALL’IMPRESA IN CANTIERE, MODALITÀ ORGANIZZATIVE E VALUTAZIONE DEL RISCHIO
In questa sezione è fondamentale esplicitare l’attività svolta dall’impresa - a livello generale - tramite un breve paragrafo descrittivo.
Fatto questo, si dovranno inserire tutte le attività svolte in cantiere dall’impresa (è consigliabile inserirle tramite un elenco puntato): comunemente queste vengono dette “fasi di lavoro”. Una volta inserita la lista, si dovrà procedere a sviluppare queste fasi: solitamente si inizia con una breve descrizione operativa della fase, per poi passare alla specifica valutazione del rischio dove dovranno essere indicate anche le misure atte a prevenire i suddetti rischi e le misure di protezione messe in atto.
PERSONALE E ADDETTI ANTINCENDIO, PRIMO SOCCORSO E PREPOSTI IN CANTIERE
Nella sua semplicità, questa sezione del POS è una delle più trascurate. All’interno di un cantiere è fondamentale per chi “controlla” - ricordiamo, ad esempio, il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, o CSE - avere sempre a disposizione un elenco aggiornato dei lavoratori effettivamente presenti in cantiere e dei relativi addetti antincendio, primo soccorso e preposti.
Per questo motivo è fondamentale inserire nel POS solamente i lavoratori dell’impresa realmente presenti e adoperati in uno specifico cantiere e non inserire tutto il personale assunto in nome di una fin troppo abusata “comodità”.
Una volta indicata la lista degli operatori presenti in cantiere, si dovrà indicare chi tra loro riveste il ruolo di addetto antincendio, primo soccorso e/o preposto.
SPECIFICHE MANSIONI E FIGURE DI SICUREZZA OBBLIGATORIE
Vista tutte le varie figure dell’impresa da esplicitare nel POS (datore di lavoro, RSPP, ecc), è naturale prevedere anche una breve descrizione dei compiti svolti dalle stesse all’interno di un cantiere. Questa sezione è comunemente denominata “specifiche mansioni”.
Al link di seguito forniamo un pratico documento da scaricare contenente tutte le mansioni previste in un cantiere, già opportunamente elencate e con i vari compiti esplicitati e analizzati.
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ELENCO DEI MACCHINARI/ATTREZZATURE, OPERE PROVVISIONALI e PRODOTTI CHIMICI
Si potrebbe fare una copia carbone della sezione dedicata al personale presente in cantiere.
Ogni impresa, nel POS, deve indicare solamente ciò che sarà presente - e in uso - in cantiere e non tutto il parco mezzi. Stesso discorso per i prodotti chimici.
Oltre a ciò, la lista dei macchinari/attrezzature e prodotti chimici deve combaciare con quanto indicato nelle fasi di lavoro: non posso inserire - ad esempio - un escavatore tra i mezzi in uso in cantiere se poi la mia attività riguarda delle tinteggiature d’interni; allo stesso modo, se in cantiere svolgo - ad esempio - demolizioni tramite escavatore con martello, il mezzo deve apparire nell’elenco dei macchinari.
È ovvio che, se l’impresa in cantiere non utilizza macchinari e attrezzature (ad esempio, un’impresa di pulizie) o prodotti chimici (ad esempio, un’impresa che fa demolizioni manuali), queste sezioni possono essere lasciate vuote.
VALUTAZIONE RISCHIO RUMORE
La valutazione di questo rischio dovrebbe essere svolta in maniera specifica per il singolo cantiere, dato che riguarda le effettive mansioni “attive” ricoperte dagli operatori di un’impresa all’interno di un cantiere (ad esempio: escavatorista, manovale a terra, ecc); proprio per questo motivo allegare all’interno del POS un estratto del DVR rumore (o del DVR “generale” se la valutazione rumore è stata fatta all’interno di quel documento) è la via più semplice.
Per fare un esempio pratico: nel mio DVR rumore ho la valutazione rischio rumore relativa alle mansioni di “autista”, “escavatorista” e “magazziniere”; nel POS del cantiere “X”, dove la mia attività riguarda - ad esempio - solamente gli scavi, inserirò la valutazione rischio rumore solamente per le mansioni di autista ed escavatorista, dato che sono le uniche materialmente presenti in cantiere.
MISURE INTEGRATIVE RISPETTO AL PSC PROPOSTE DALL’IMPRESA E PROCEDURE COMPLEMENTARI E DI DETTAGLIO
In questa sezione si devono esplicitare le eventuali misure integrative al PSC proposte dall’impresa, ovvero se l’impresa ritiene che il PSC non sia totalmente esaustivo in una delle sue sezioni. In questo caso, l’impresa comunica al coordinatore quanto ritiene necessario essere da aggiungere e, fino a quando il coordinatore non recepisce questa richiesta di integrazione, non potrà e non dovrà sottoscrivere/accettare il PSC.
Per la parte delle procedure complementari e di dettaglio la situazione è più complessa. Solitamente, è facoltà del coordinatore richiedere che ogni impresa vada a completare (da qui il termine “complementari”) e ad illustrare in maniera più approfondita (da qui il termine “di dettaglio”) una specifica fase di lavoro e la relativa valutazione del rischio. Va detto che, spesso, già la valutazione del rischio effettuata da un’impresa all’interno del proprio POS può essere “superiore” a quanto esplicitato nel PSC (basti pensare a quelle imprese altamente specializzate nell’esecuzione dei lavori in quota), ma inserire una sezione specifica - intitolandola proprio “procedure complementari e di dettaglio” - è la via più semplice e ordinata.
ELENCO DEI DPI FORNITI AI LAVORATORI
Qui vanno indicati tutti i DPI che l’impresa ha fornito e/o fornirà ai lavoratori presenti in cantiere, in base alle lavorazioni svolte e alle indicazioni del coordinatore. Questa lista deve ovviamente combaciare con quanto indicato nella consegna DPI firmata dall’operatore; un esempio: se l’impresa opera in quota e nel POS è indicato che gli operatori possiedono i relativi DPI di III (imbracatura, cordino, ecc), all’interno della consegna DPI degli operatori coinvolti in questa attività deve figurare - appunto - il DPI di III categoria per i lavori in quota.
Allo stesso modo il coordinatore può richiedere che tutti i lavoratori presenti in cantiere siano dotati di uno specifico DPI: ad esempio, in caso di cantieri all’interno di acciaierie con la presenza di polveri aerodisperse, il coordinatore andrà ad imporre l’utilizzo di idonee semimaschere con specifici filtri; di conseguenza, il suddetto DPI dovrà risultare all’interno della consegna DPI e nel POS, nella sezione dedicata.
FORMAZIONE E INFORMAZIONE DEI LAVORATORI
L’impresa, nella persona del datore di lavoro, deve assicurare che ogni lavoratore sia stato formato e informato - prima dell’effettivo ingresso - in merito allo specifico cantiere e alle attività svolte dall’impresa, illustrando loro - ad esempio - il POS dell’impresa (+ eventuali allegati), il PSC e il POS dell’affidataria (in caso di subappalto).
Per semplicità, forniamo un pratico documento da scaricare contenente un esempio di verbale da compilare per attestare la formazione e l’informazione dei lavoratori.
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L'IMPORTANZA DEL POS
Il POS è uno strumento imprescindibile per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. La sua redazione accurata e l’adozione delle misure previste possono ridurre significativamente il rischio di infortuni e danni agli operatori in cantiere. Per ogni cantiere, quindi, un’impresa deve dotarsi di un POS che rispecchi le caratteristiche dell’attività lavorativa e delle condizioni operative specifiche.
Il POS è un documento “in divenire”, dato che deve evolvere - aggiornarsi - all’evolversi delle condizioni del cantiere e delle lavorazioni svolte, al fine di rispecchiare fedelmente quanto svolto da un’impresa. Non deve essere visto come un documento da presentare solamente perché obbligatorio, ma come uno strumento determinante e un alleato della prevenzione attiva in cantiere.
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